SERVE ANCORA PIANGERE O LEVARE LE SPADE?

Gian Marco Bragadin

Ho pianto. Si ho pianto vedendo correre i bambini nudi, leggendo il racconto del loro terrore e del loro coraggio. Guardando tutti quei sacchi neri in fila, dentro i quali ci sono tante vite spezzate dopo ore ed ore di sevizie e di orrore.

Tutti i nostri angeli, sono là ad accogliere le anime dei bambini e dei grandi, a rispondere ai loro terrorizzati perché, ad aiutarli nel trapasso. E da tutto il mondo una corrente benefica di preghiera, illuminata da migliaia di piccole luci, corre incessante verso quei luoghi dove ora i vivi, i feriti, i parenti debbono rimarginare le terribili ferite dell'animo.

Ma al "colore" della cronaca stanno pensando giornali e telegiornali. Anche se oggi, 6 settembre, lo sdegno, il cordoglio si è già affievolito, per lasciar posto alle solite polemiche. Guardo sgomento il mio candelotto che arde da sabato. E' giorno, ma non posso spegnerlo. Mi ricorda quei piccoli morti, che idealmente si collegano ai tanti delle torri gemelle di New York, a chi muore ogni giorno in uno scuolabus di Gerusalemme o in fila per un posto di lavoro in Irak.

Mi ricorda Enzo Baldoni, il creativo con cui ho avuto il privilegio di lavorare per diversi anni, idealista, distaccato, sarcastico: il nostro "Che Guevara", anch'egli assassinato mentre rischiava la vita per ciò in cui credeva.

Sono entrato nella chiesa di Appiano Gentile, ieri, durante la Messa. Guardavo tutti quei bambini, allegri, annoiati, ma felici di essere in braccio alle loro mamme o ai papà o alle nonne. Come lo credevano i bimbi di Beslan. E proiettavo negli occhi di quei piccoli felici gli sguardi del terrore visti in TV e sui giornali. Sentivo gli spari. Li vedevo cadere, uno dopo l'altro, in una chiesa, come è accaduto in una palestra, come potrebbe accadere in ogni luogo, in questa escalation di terrore, costruita apposta per farci paura, per insegnarci che il Male si è impadronito della Terra.

Sono sgomento. Il destino ha voluto, a volte, darmi la possibilità tramite il sito, conferenze, libri, la TV, di raccontare agli altri le mie esperienze, per far capire che la vita è una scuola, una lotta in cui ciascuno ha una parte, anche quella di morire per una bomba a 3 anni, perché quello è il ruolo che ci è stato assegnato per salire alla Luce.

In momenti come questi sembra che il Male sia troppo potente, che la barbarie che si è insinuata nel cuore degli uomini sia troppo difficile da estirpare, che le parole di Luce che i Maestri ci hanno trasmesso nei secoli siano inutili, per sopportare tragedie come queste.

Guardo la fiammella, che arde anche di giorno. E' un simbolo di speranza che - come dicono i cinesi - ci ricorda che dietro le nuvole  c'è il sole, che dietro la barbarie c'è la speranza, c'è la Luce. Ma io che posso fare? Voi che leggete queste parole e che avete il cuore gonfio di amarezza, che potete fare? Non serve solo piangere. E poi dimenticare, "perché la vita deve andare avanti". Oggi la verità non esiste più. E non esiste più neanche la realtà. Esiste invece la realtà mediatica. Cioè quella che i media ci mostrano, attorno a cui si fa il can can dell'informazione. Si parla di ciò che tira, fino a che tira. Poi lo si dimentica in fretta per far posto ad altre notizie, ad altri orrori. Siamo manipolati. A chi importa di 12 ragazzi nepalesi massacrati dagli assassini in Irak solo per spargere terrore. A nessuno. Perché? Perché non sono notizie che tirano, che fanno scalpore. Ed è questo che hanno imparato gli assassini di Beslan e i loro colleghi di morte, in ogni luogo del mondo. Più ciò che fai è esecrabile e più i media spargeranno il terrore nell'Occidente. Prima gli attentati, poi i Kamikaze, poi gli sgozzamenti, ora i bambini dilaniati e uccisi come fosse un tiro al bersaglio mobile.

E se è vero, come sappiamo, che è sufficiente che qualcuno ci invii pensieri di odio o maledizione per farci star male, tutte queste notizie di morte, assassinii, torture, esplosioni, massacri, che assorbiamo ogni giorno dalla TV, dalla stampa, dai mass media, sono come un continuo tam - tam del Male che ci entra dentro, ci abbrutisce, ci allontana dalla Luce, ci fa perdere ogni speranza nella vita.

I più credono di riuscire a difendersi dimenticando, elaborando, rimuovendo tutto. Come abbiamo fatto per l' 11 settembre. Ma questi cancri ci immobilizzano, ci tolgono la voglia di credere. Ci fanno pensare che se questa è la vita, è inutile sacrificarsi, cercare di elevarsi! Ed è questo che il Male vuole. Tarpare le coscienze. Annientarci. Oggi il Male sono gli assassini islamici. Ma sempre ci sono stati questi assassini nella storia dell'uomo. Non abbiamo già dimenticato gli orrori del nazismo o dei lager sovietici? E allora che fare?

E' inutile pensare di cambiare il mondo da soli. O che con una preghiera possiamo impedire i massacri. Ma è comunque necessario che ognuno di noi faccia qualcosa. Reagisca. Trasmetta una scossa. A tutti, quando saliremo alla Luce, verrà controllato cosa contiene l'unica borsa che ci sarà consentito di portare con noi. Quella delle opere di bene che siamo stati capaci di compiere. E' solo da questo che verremo giudicati. Ma non le opere a favore del figlio o del padre. O del marito. Quelle sono azioni naturali. Contano le opere che abbiamo compiuto che ci sono costate fatica, sacrificio, umiltà, amore. In pratica attuare la parola del Cristo.

Ed è in nome di questa parola che mi appello a tutti ma in particolare a chi sente dentro di sè gli ideali degli antichi Poveri Cavalieri di Cristo, e a quelli che vivono oggi sul pianeta. Non vedete quanti segni che il Tempio è tornato? Tutti cercano il nostro tesoro, a Rennes des Chateaux o a Rosslyn o a Parigi. Mille congetture vengono lanciate sull'Abate Saunière o con il Codice Da Vinci. Ma il nostro tesoro, Cavalieri Templari è nel nostro cuore. In senso simbolico dissotterriamo le nostre spade e torniamo ad indossare le armature e i nostri bianchi mantelli con la croce in rosso. Ritroviamolo il nostro tesoro, che altro non è che il nostro coraggio, il giuramento incancellabile che facemmo un tempo di lottare per il Cristo, per la sua parola, per la vittoria della Luce sulle tenebre. Gli assassini di oggi sembrano i nostri nemici di un tempo, e certamente già da allora noi lo sapevamo. Per questo tanti di noi lasciarono il corpo in quelle vite a Gerusalemme, a S.Giovanni d'Acri o bruciati dal Re di Francia e dal Papa fantoccio di allora.

Ma anche oggi, come allora, i nemici non sono solo nell'Islam. Ma nella politica, nel potere, nella religione e nel materialismo, nella vita di tutti i giorni, che viviamo in modo automatico, abbrutiti dalla TV, senza sogni, senza ideali, circondati dall'invidia, dall'odio, dalla perdita di valori elevati. Allora contiamoci e leviamo le spade. Da una parte i fedeli d'amore con chi ha il coraggio della fede nel Bene, nel Cristo ed è disposto a combattere per questo, con il vicino di casa, il collega, in famiglia, in ufficio, nella vita di ogni giorno. Contro tutti i mali della nostra vita. Dall'altra tutti quelli che terrorizzati dai massacri, ossessionati dai mass media fanno il gioco dei violenti, abbassano la testa o credono con un'elemosina e un'Ave Maria, di aver messo l'anima in salvo. Ricordate? "Dio lo vuole!".

Che la lezione di Beslan ci aiuti ad aprire i nostri cuori, a cambiare le nostre vite.


Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.