GLI IPOCRITI DELLA PACE

Gian Marco Bragadin

Sono stanco di vedere manifestazioni per la pace. Spesso sono solo sfilate anti-governo, anti - America, anti-qualunque cosa. Sono stanco di vedere marce o sit-in ad Assisi. Francesco non era un pacifista, era un rivoluzionario, che per tutta la vita ha lottato, ha fatto la guerra, contro tutto e tutti. Perfino contro i suoi frati che non seguivano la sua strada. Sono stanco di tutti questi ipocriti, che sotto la bandiera arcobaleno contrabbandano tutto e il contrario di tutto. Chi non vorrebbe vivere in pace? E’ una delle massime aspirazioni dell’uomo. Ma la vita non è pace. La vita è guerra, lotta, battaglia dall’inizio del tempo. Ci sono più di trenta guerre oggi sulla Terra, ma ci si organizza solo per l’Irak, per mettersi in mostra. Delle migliaia di altre morti non frega niente a nessuno. Non portano visibilità, non fa chic parlarne nei salotti. Per questo contesto l’articolo del caro Biagi, che con me conduce questo sito. Troppo buonismo, conformismo, ipocrisia. Si è fatto plagiare dalle chiacchiere televisive. I Maestri non sono pacifisti, i Maestri ci portano il Karma e già combattere contro le nostre debolezze, le nostre paure, il nostro conformismo, per superare i nostri ostacoli, realizzare lo scopo della nostra vita, è la guerra più terribile che ciascuno di noi è chiamato a combattere. La guerra contro l’illusione, l’egoismo, contro la nostra incapacità di amare, di aiutare gli altri. Anche nelle piccole cose. Gesù, come è scritto nel Vangelo, è venuto a portare la guerra. E’ scritto: “Chi mi ama e mi vuole seguire, lasci il padre, la madre, la famiglia”. Che non vuol dire fare loro la guerra, ma vuol dire vivere la nostra vita senza condizionamenti, senza perbenismo, costi quello che costi. Dice il saggio: “ Stiamo preparando la guerra, stiamo preparando le condizioni per far tornare l’equilibrio, dove l’equilibrio non c’è più. E quindi tutti i Maestri sono molto occupati per questo. Ricordate che la guerra ha due facce, ben definite. La prima è distruzione. Ma la seconda è ricostruzione, più bello, più forte, più grande di prima. L’unica cosa che resta inalterata durante la guerra è la Natura, con i suoi cicli sempre uguali. Perché la Natura è al di là della guerra.” Cosa vuol dire tutto ciò? Ognuno cerchi nel profondo del suo cuore la sua risposta. Nell’antica Cina il Maestro Motzu da Ministro della Guerra diviene il filosofo dell’amore universale. Nessuno meglio di lui conosceva gli orrori della guerra. Ma conosceva anche gli uomini. E sapeva che la guerra è di questo mondo, una realtà che è esistita sempre. Con cui bisogna misurarsi. E allora forse, invece di cianciare senza costrutto di guerra e pace, occupiamoci di ciò che possiamo fare, per la nostra anima e per il nostro prossimo. Con amore. Questo sicuramente servirà alla nostra crescita spirituale. Siete d’accordo? Sì? No? Scriveteci. Grazie


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