IL GRANDE ERRORE CHE TUTTI FACCIAMO…

Gian Marco Bragadin

Beati quelli che credono, disse Gesù, perché di essi è il regno dei Cieli. E a Tommaso che non credeva, se non vedeva, disse di mettere le dita nei buchi delle sue mani, dei suoi piedi, e nel costato. Beati quelli che credono. Ma credono in che cosa? Il grande errore che moltissime persone compiono è quello di pensare che se non credono nella Chiesa, nella religione cattolica, (o in qualsiasi altra religione), son tagliati fuori dalla spiritualità, dalla ricerca del Divino. Ricordo che verso i 16 anni, quando incominciavo a ragionare con la mia testa, c’erano due cose della religione che avevo appreso in chiesa, al Catechismo e sui banchi di scuola, che non riuscivo ad accettare. La prima era che se un uomo non fosse nato Cattolico, battezzato e cresimato, o addirittura fosse vissuto prima che Gesù Cristo nascesse, non aveva diritto alla salvezza, al Paradiso. La seconda cosa, ancora più inaccettabile, era che ci fossero persone ricche e povere, sane e malate, chi moriva giovane e chi no, chi passava un’esistenza tranquilla e chi martoriata dai dolori, dalle pene, da incidenti, disgrazie di ogni genere. Chi nasceva cieco e chi ci vedeva. Come è possibile tutto ciò, mi dicevo? Come è possibile che Dio non dia a tutti le stesse possibilità, ma castighi gli uni e premi gli altri. E soprattutto non mi andava giù che uno potesse fare del male tutta la vita, poi un bel pentimento, una Confessione dal prete prima di morire, e tutto era perdonato. Anche per lui il Paradiso. Allora non erano ancora arrivate le religioni orientali, e le dottrine della New Age, per cui o si accettavano tutti i dogmi della Chiesa o si era fuori dalla Chiesa. Ed io, come hanno fatto in tanti, anche per molte altre ragioni, mi sentii fuori dalla Chiesa, e per 30 anni non sono fisicamente più andato ad una Messa, salvo la volta che mi sono sposato. Ma non per questo non continuavo a ragionare, oppure sentendo la commozione affiorare guardando un cielo stellato o un tramonto sul mare, non continuavo a credere in un Dio che però non era riconosciuto da nessuno. E di cui c’era da vergognarsi a parlarne, perché non era quello della Chiesa con Gesù, la Madonna e i Santi. Che errore tremendo ho fatto! Per tanti anni ho chiuso nel mio cuore la sete di spiritualità, la ricerca di Dio, la voglia di comunicare con Lui, il bisogno del Suo amore. Ricordavo alcuni pezzi del Vangelo, il più bel libro che sia mai stato scritto, li sentivo vicini. Come pure le parole del Cristo. Ma non ero degno di amare Gesù, perché non accettavo certe cose, e magari avevo dei dubbi sull’Immacolata Concezione o altri dogmi. Eppure certe volte proprio non ce la facevo più, ed entravo di nascosto in una chiesetta di montagna, o in una bianca cappellina greca, dove c’era quel Cristo che mi attraeva, che sentivo d’amare, che ci aveva insegnato tante cose, ma che non avevamo diritto di nominare. Perché o si è dentro o fuori dalla Chiesa Cattolica. E proprio fuori mi sentii, dopo essermi divorziato, ed aver perduto la mia compagna, il grande amore della mia vita, quando trovandomi a Roma in un anno in cui si festeggia un Anno Santo speciale (credo che fosse il 1983) decisi di tornare in una chiesa per farmi confessare. Infatti avevo saputo che andando a pregare in almeno due Basiliche e dopo essersi confessati e aver fatto la Comunione, si poteva ottenere un Indulgenza Plenaria, cioè una remissione dei peccati, anche per i defunti. Ed il mio amore per Chiara, la mia compagna che ora era in cielo, mi spinse a questo passo. Andai alla Basilica di S.Paolo a Roma. Pregai. E mi confessai. Ma il prete, saputo che ero divorziato, e che volevo l’Indulgenza per un'altra donna, mi negò l’Assoluzione. Mi sentii così ancora più fuori dalla porta. Ma fortunatamente la tragedia che avevo vissuto, mi portò a perdonare tutto e tutti. La mia ricerca spirituale oggi mi fa dire “Beati i veri cattolici” perché è giusto che seguano la chiesa se si sentono di accettarne gli insegnamenti. Così come dico “Beati quelli che comunque credono in Dio, che hanno il dono della fede, e beati anche quelli che non lo hanno, però hanno capito che dentro di loro c’è la voglia di Dio, fuori da ogni Chiesa, lontano da preti o parrocchie. Che non fanno mai affievolire quella voce che dentro di loro ogni tanto dice “cerca Dio dentro di te e lo troverai”. “Sei tu a fissare i canoni della tua religione, sei tu che devi far ardere la fiammella che senti nel cuore, darle forza, e ragionare su ogni cosa che ti accade, passarla al vaglio dell’amore che senti per gli altri”. Perciò non fate più l’errore che ho fatto io tanto tempo fa. O dentro o fuori. Non esiste dentro o fuori. C’è un solo Dio, per tutti, dentro e fuori tutte le chiese, Islam, Buddismo, Cristianesimo, e le altre. C’è un solo Dio che cresce con te, come cresce quella fiammella che ti dice “impara a non giudicare se non vorrai essere giudicato”. “Lascia che ognuno creda o preghi il suo Dio come vuole”. Se sei dentro la Chiesa pregalo come vuole il tuo Parroco, segui quello che dice, sentiti orgoglioso di questo straordinario Papa anche se su certe cose non sei d’accordo con lui”. Ma non fare l’errore di sentirti emarginato se non segui la religione che ti hanno insegnato da piccolo. Anche se ti credi ateo, in realtà Dio è in te, e ti parla in tutti i modi, e tu lo sai benissimo. Solo che non vuoi ammetterlo. Ricorda ancora Gesù. Il buon pastore esce a cercare la pecora smarrita. Come il padre fa festa al figliol prodigo. Resta pure fuori dalla Chiesa. Ma non restare fuori da Dio. Resta fuori dalla Messa, dalla predica, dalle confessioni. Ma ascolta ogni giorno Dio nel tuo cuore. Ascoltalo e lui ti parlerà, sempre. Perché Dio è sopra la Chiesa, e ciascuno di noi è uguale ai suoi occhi. C’è una sola cosa da fare per essere “dentro” Dio. Avere l’umiltà di dire “Signore, sia fatta sempre la tua volontà, e non la mia”.


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