LE ANIME IN ESILIO

 Stipate nella caverna sotterranea le anime aerano in attesa di essere trasferite non sapevano dove, solitarie e dimenticate si facevano coraggio l'un'altra, quelle povere anime senza corpo che ormai da anni vagavano qua e la sulla Terra, e si andavano talvolta a rifugiare nelle oscure caverne dei boschi più remoti, per cercare pace, per riflettere, sperando che l'uomo che le aveva abbandonate si ricordasse di loro, prima o poi.
al contrario, col tempo quella folla di anime aumentava in modo impressionante, ed ogni giorno ne arrivavano di nuove che, come i clandestini algerini sulle coste di Lampedusa, si riversavano a centinaia nei luoghi di raccolta, quelli da loro convenzionalemente considerati tali: per loro non c'erano centri di accoglienza a riceverle, quindi dovevano arrangiarsi, come mogli straniere ripudiate da marito e da patria ingrati...
...e poi erano anime, non potevano neppure ordinare incantesimi nefasti per vendicarsi dell'onta subita, erano anime e quindi incapaci di provare quegli orrendi sentimenti terrestri, legati al corpo, che rendevano così difficile il compito di guidare il "loro" umano sul cammino della ricerca del proprio destino, quel percorso irto di insidie e tanto doloroso che pareva non interessare più gli uomini sulla Terra.
Loro - le anime - non potevano spiegare agli stolti che esiliandole sarebbero finiti male e avrebbero dovuto cominciare il percorso dall'inizio, la loro voce era inascoltata e gli uomini, ormai sordi, non sapevano neppure della loro esistenza.
Alcune di loro erano intrappolate, l'uomo che le aveva dimenticate era già negli Inferi, e loro aspettavano un riscatto, un risarcimento, quelle erano le anime nere, guardate male da tutte le altre, anche se innocenti.
Ragionavano, cercando di confortarsi, di individuare obiettivi di comune salvezza, ma erano state dimenticate, come antichi cavalieri senza fortuna di un cercare medievale, abbandonate da Er e da tutti gli Dei che le avevano incarnate dentro quel corpo, senza che neppure loro si potessero ribellare, ed ora, in mezzo a quel bianco iridescente, il loro grigiore rappresentava il marchio dell'infamia.


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